Alla scoperta dei luoghi leggendari: il mito di Atlantide.

Atlantide_isola_sommersa
Atlantide_isola_sommersa

“L’uomo che l’ha sognata, l’ha anche fatta scomparire.” Aristotele (su Platone e Atlantide)

“È bene che Atlantide resti un mistero. È giusto che l’uomo, guardando l’oceano, si inquieti pensando ad un lontano e imperscrutabile regno inghiottito in un giorno e in una notte dalle acque e dal fuoco; all’orgoglioso sogno di un’eternità infranta dal risveglio della Natura. Le civiltà nascono, crescono ed, infine, muoiono. Prepariamoci a questo. Atlantide non è mai esistita! È in ogni luogo.“ —  Pierre Benoît.

Torniamo alla rubrica dei “luoghi leggendari” con il viaggio alla scoperta di un mito antico.

La ricerca di Atlantide colpisce spesso le persone più sensibili per il senso della malinconica perdita di una cosa meravigliosa, una perfezione felice che un tempo apparteneva al genere umano. E così risveglia una sensazione che portiamo dentro: la speranza, a volte accarezzata e a volte delusa, che possa esistere una terra di pace e di abbondanza, di bellezza e di giustizia, dove il genere umano possa vivere felice.

Atlantide è entrata di diritto tra le meraviglie che l’uomo continua a sognare da più di duemila anni. I sognatori vorrebbero finalmente ritrovarne le rovine in mezzo all’oceano o vicino alle coste conosciute per poterne dimostrare definitivamente l’esistenza, mentre i meno sognatori vorrebbero dire la parola fine su quella che definiscono una bella ma irreale leggenda.

L’isola di Atlante è luogo leggendario, il cui mito fu menzionato per la prima volta nel IV secolo a.C. da Platone nei dialoghi Timeo (17a-27b) e Crizia.

Secondo il racconto di Platone, oltre le Colonne d’Ercole ci sarebbe stata una serie di piccole isole che attraversavano un immenso mare. Si arrivava così ad un grande continente nel quale prosperava una potenza marittima denominata Atlantide che avrebbe conquistato anche molte parti mediterranee dell’Europa occidentale fino all’Etruria a nord e del nord Africa fino all’Egitto a sud, novemila anni prima del tempo di Solone (cioè approssimativamente nel 9600 a.C.).

mappa_atlantide_Mundus_Subterraneus_1665
mappa_atlantide_Mundus_Subterraneus_1665

Dopo avere fallito l’invasione di Atene, Atlantide sarebbe sprofondata “in un singolo giorno e notte di disgrazia” per opera di Poseidone. Il nome dell’isola-continente deriva da quello di Atlante, leggendario governatore dell’oceano Atlantico, figlio di Poseidone, che sarebbe stato anche, secondo Platone, il primo re della potenza marittima.

Essendo una storia funzionale ai dialoghi di Platone, Atlantide è generalmente vista come un mito concepito dal filosofo greco per illustrare le proprie idee politiche, anche se alcuni studiosi disputano su quanto e come il racconto di Platone possa essere ispirato da eventuali tradizioni più antiche. Alcuni argomentano che Platone si basò sulla memoria di eventi passati come l’eruzione vulcanica di Thera o la guerra di Troia, mentre altri insistono che egli trasse ispirazione da eventi contemporanei come la distruzione di Elice nel 373 a.C. o la fallita invasione ateniese della Sicilia nel 415-413 a.C.

La possibile esistenza di un’autentica Atlantide venne attivamente discussa durante l’antichità classica, ma fu generalmente rigettata e occasionalmente parodiata da autori posteriori. Quasi ignorata nel Medioevo, la storia di Atlantide fu riscoperta dagli umanisti nell’era moderna.

La descrizione di Platone ha ispirato le opere utopiche di numerosi scrittori rinascimentali, come La nuova Atlantide di Bacone. Al tema sono state dedicate alcune migliaia di libri e saggi. Atlantide ispira la letteratura contemporanea, soprattutto quella fantasy, ma anche la fantascienza, i fumetti, i film, i videogiochi, essendo divenuta sinonimo di ogni e qualsiasi ipotetica civiltà perduta nel remoto passato.

Bello ricordare  la frase dei “Dialoghi di Platone Timeo e Crizia, scritti intorno al 360 a.C., contengono i primi riferimenti ad Atlantide. Platone introduce Atlantide nel Timeo (17-27):

«Davanti a quella foce che viene chiamata, come dite, Colonne d’Eracle, c’era un’isola. Tale isola, poi, era più grande della Libia e dell’Asia messe insieme, e a coloro che procedevano da essa si offriva un passaggio alle altre isole, e dalle isole a tutto il continente che stava dalla parte opposta, intorno a quello che è veramente mare. (24E-25A) […] In tempi successivi, però essendosi verificati terribili terremoti e diluvi, nel corso di un giorno e di una notte, tutto il complesso dei vostri guerrieri di colpo sprofondò sotto terra, e l’Isola di Atlantide, allo stesso modo sommersa dal mare, scomparve. (25C-D)»
(Platone, Timeo.)
De_Atlantide_ad_Timaeum_atque_Critiam_Platonis
De_Atlantide_ad_Timaeum_atque_Critiam_Platonis

Nell’introduzione Socrate riflette sulla società perfetta, già descritta in Platone nella “Repubblica”, chiedendo se lui e i suoi ospiti possano ricordare una storia che esemplifica tale società. Crizia menziona un racconto storico che presumibilmente avrebbe costituito l’esempio perfetto e prosegue descrivendo Atlantide. Nel suo racconto, l’antica Atene sembra costituire la “società perfetta” e Atlantide la sua avversaria, che rappresentano l’antitesi dei tratti “perfetti” descritti nella Repubblica.

ricostruzione-capitale-di-atlantide
ricostruzione-capitale-di-atlantide

È anzitutto evidente il punto di vista da cui viene narrato il mito, che pone al centro la città di Atene, simbolo di sobrietà e rigore, ma oltre all’immediato paragone con la polis corrotta dell’epoca di Platone, è riscontrabile nel dialogo una proposta utopica, che si esprime nella contrapposizione delle due città, a cui corrispondono due diverse concezioni del modello divino. L’Atene del mito avrebbe potuto salvarsi dall’inesorabile declino solo rivolgendosi a leggi ispirate al bene.

Al di fuori dei dialoghi Timeo e Crizia di Platone, non esistono prove concrete su Atlantide. Nonostante alcuni nell’antichità avessero ritenuto un fatto storico il racconto riportato da Platone, il suo allievo Aristotele non diede peso alla cosa, liquidandola come un’invenzione del maestro. Ad Aristotele é infatti attribuita la frase “L’uomo che l’ha sognata, l’ha anche fatta scomparire.”

Ad Atlantide sono state dedicate alcune migliaia di libri.

Con una selezione ampiamente soggettiva partiamo dai classici come “Ventimila leghe sotto i mari” di Jules Verne ad “Atlantide” di Pierre Benoît, l'”Abisso di Atlantide” di Arthur Conan Doyle e per finire “Continente perduto” di Aleister Corwley.

Dai libri sul tema sono scaturiti film, telefilm, serie tv, fumetti e film di animazione. Ci piace ricordare che anche Hugo Pratt affronta il mito con Corto Maltese, in “Mu la città perduta” del 1988, l’ultima storia del ciclo di Corto, dove Atlantide sarebbe stata la potente colonia orientale ribellata all’impero di Mu.