L’Italia immaginata alla radio sulla diramazione Gallarate-Gattico.

Pieve_di_San_Martino_Gattico
Pieve_di_San_Martino_Gattico

Nel nostro tour sulle autostrade d’Italia non viaggiamo solo per i tragitti ordinari, sulle lunghe percorrenze o su strade che collegano grandi città e località principali.

Capita a volte di imbattersi, come nella vita, in raccordi secondari, in tangenziali e come succede per questo articolo, nelle così dette diramazioni.

Anche queste sono ben presenti nell’immaginario auditivo che si è creato ascoltando Isoradio. In particolare, un refrain che il vostro pifferaio vi sta portando a seguire in queste pagine, riguarda la diramazione Gallarate-Gattico.

Questo allacciamento si raccorda sulla A8 Milano-Varese e permette di servire molti paesi che si trovano in questa parte dell’alta Lombardia in provincia di Varese e nella parte orientale del Piemonte.

Come nostro solito andiamo quindi a conoscere i luoghi di cui stiamo scrivendo.

Partiamo dalla località più piccola vale a dire Gattico.

Gattico (Gàtich in piemontese) è una frazione del comune di Gattico-Veruno, in provincia di Novara ed è stato comune autonomo fino al 2018.

Molto interessante sul suo territorio comunale visitare i resti dell’antica chiesa romanica nota come Pieve di San Martino e che si trova ai margini settentrionali del centro abitato.

L’edificio, che si presenta senza tetto e senza pavimentazione, risale alla prima metà del XII secolo con la struttura presenta tre navate terminate da absidi semicircolari in discreto stato di conservazione, con le navate sono divise da sei pilastri a sezione rettangolare per parte.

Pieve_di_San_Martino_Gattico
Pieve_di_San_Martino_Gattico

La prima menzione dell’edificio risale ad una bolla del 1113 in cui Papa Innocenzo II descrive una “Plebem de Gatico cum capellis suis”.

Il periodo medievale ha lasciato interessanti testimonianze, soprattutto per quanto riguarda l’architettura romanica. Nel periodo a cavallo tra alto e basso medioevo la pieve di Gattico – come molte altre in tutta la pianura padana – conobbe una notevole crescita: seppur meno ricca e potente di altre pievi del territorio (ad esempio quella di Cureggio), la pieve “de gatego” promosse la costruzione di diversi edifici religiosi. Il primo documento in cui si parla di Gattico è legato proprio alla storia della pieve ed è datato 25 giugno 1132: tra le pievi della diocesi novarese è citata anche quella di Gattico “cum capellis suis”. La circoscrizione ecclesiastica comprendeva i piccoli insediamenti oggi compresi nel territorio comunale, ma anche territori degli attuali comuni di Borgomanero e Oleggio Castello.

Una curiosità di Gattico è il Sas Malò.

sass malò gattico
sass malò gattico

Nel cuore del bosco di Gattico si arriva a un imponente masso erratico, di circa 4m di altezza, 8 m di lunghezza e 3,5 di larghezza. Si tratta del Sas Malò, che la tradizione vuole depositato in quel luogo da perfide streghe durante un’alluvione. Secondo la leggenda, sotto il masso, si trova il covo delle megere, tra cui la famosa MangiaMatài, ovvero la strega mangia bambini.

Le antiche tribù dei Galli Celti che abitavano in queste terre riconobbero in esso un severo e minaccioso monito degli dei, e per placare la loro ira celebravano sul sasso riti propiziatori offrendo preghiere e sacrifici nelle notti di luna piena. Chiamato Sassum Malum dai romani, che significa Sasso della disgrazia, o sasso maledetto. Sempre secondo la leggenda visitarlo costituisce un punto fondamentale della vita: chi non ci va sarà dannato per l’eternità.

Andiamo adesso a conoscere Gallarate (Galarà in dialetto varesotto), comune italiano di oltre 50 mila abitanti della provincia di Varese.

Si trova nell’area metropolitana di Milano e dista 6 km dall’aeroporto di Malpensa.

Di origine celtico-gallica, come ad evidenza testimonia anche il nome della città, sotto la dominazione romana, divenne parte della provincia della Gallia Cisalpina.

Da Gallarate passava l’antica via Severiana Augusta, strada romana consolare che collegava Milano con la zona del Verbano.

Siamo nella provincia lombarda che ha fatto del lavoro e della sua operosità un marchio di fabbrica. E non parliamo a caso di fabbrica visto che in questi luoghi possiamo osservare molte fabbriche di inizio novecento che sono poi divenute dei luoghi da visitare come siti di archeologia industriale, legati alle origini delle aziende storiche italiane.

È il caso ad esempio del Villaggio Bellora, villaggio operaio divenuto un vero e proprio quartiere.

Le case del villaggio operaio Bellora custodiscono i ricordi della Gallarate industriale finita insieme all’era del tessile a metà anni 80. Oggi lo stabilimento è diventato sede di artigiani e creativi.

ex villaggio Bellora
ex villaggio Bellora

Passiamo a visitare la città che per gli amanti dell’arte propone la possibilità di visitare il MAGA, Museo arte Gallarate, già conosciuto dal 1966 come Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate.

Il Maga, nel marzo 2010, si è trasferito, in un complesso architettonico di 5.000 metri quadri e con una collezione che ad oggi conta 5.500 opere.

Museo-Maga-Gallarate
Museo-Maga-Gallarate

In centro ancora arte con il Museo della Società Gallaratese di Storia Patria, dove sono conservati oggetti di scavo della necropoli preromana di Golasecca e dai vari sepolcreti preromani e romani di Gallarate e Cassano Magnago. È presente anche una sezione d’arte antica e numerosi dipinti, cimeli, ricordi di storia locale provenienti dal periodo del Risorgimento.

Dal punto di vista artistico e architettonico è interessante visitare la chiesa principale che è la basilica di Santa Maria Assunta con affreschi di Luigi Cavenaghi e stucchi di Celso Stecchetti. Tra le sculture citiamo l’Assunta di Giuseppe Rosnati, quella sull’altare maggiore di Odoardo Tabacchi e San Giovanni Battista del Duprè.

Santa_Maria_Assunta_Gallarate
Santa_Maria_Assunta_Gallarate

Il campanile, alto 45 metri, è del 1454 e quindi contemporaneo alla seconda basilica di Santa Maria Assunta, ricordando che la prima fu costruita nell’XI secolo.

Sicuramente da non perdere inoltre è la Chiesa di San Pietro: risalente al periodo compreso tra l’XI e il XIII secolo, è la più antica di Gallarate, tipico esempio dell’architettura romanica.

San_Pietro_Gallarate
San_Pietro_Gallarate

Per gli eventi e le manifestazioni locali, la Contrada del Brodo che si svolge ogni anno il 25 luglio: in occasione della festa della Madonna, vengono offerte ai visitatori tazze di brodo caldo fatto con diversi tipi di carne. La penultima settimana di novembre si svolge invece la Rama di Pomm (ramo di mele): si tratta di una sagra tradizionale molto seguita.

Veniamo infine alla gastronomia per una sosta nelle trattorie più famose di Gallarate. L’occasione è quella di gustare i piatti più tradizionali della città, come in inverno la cassoeula. Tra i prodotti tipici rientrano anche gli amaretti di Gallarate, da cercare nelle migliori pasticcerie, ma anche i vini di Gallarate come ad esempio il Clinto dii tipica produzione contadina locale.