Viaggio in Albania: Berat, la Belgrado di Albania Patrimonio Unesco per la pacifica convivenza tra religioni.

Ponte di Gorica a Berat
Ponte di Gorica a Berat

Conosco una città
che ogni giorno s’empie di sole
e tutto è rapito in quel momento.
(Giuseppe Ungaretti)

 

Nel viaggio in lungo e in largo alla scoperta dell’Albania, una delle tappe fondamentali è sicuramente la città di Berat.

Dal 2008 il suo centro storico è stato aggiunto alla città di Argicastro come sito patrimonio dell’umanità,

Mentre la Città-Museo di Argirocastro rappresenta un “raro esempio di città ottomana ben conservata”, secondo l’UNESCO Berat dimostra la pacifica convivenza di varie religioni nei secoli passati.

Città bianca e bella, come dicono i suoi due nomi antichi.

Il suo attuale nome albanese deriva infatti dall’antico slavo “Bel(i)grad”, utilizzato in passato perché la città era chiamata anche “Belgrado di Albania” per distinguerla dall’omonima città serba (Beograd, città bianca).

La sua importanza storica risiede nel fatto che in antichità il territorio fu sito di una città illirica, mentre durante l’era dell’Impero Bizantino il nome della città era Pulcheriopolis (città bella).

La città vecchia è situata sulla riva destra del fiume Osum poco lontano dalla confluenza fra questo e il fiume Molisht.

Divisa in tre macro aree, due quartieri, Mangalem e Gorica, e la zona del Castello (Kalaja).

Una delle principali mete turistiche albanesi rappresenta un perfetto esempio di coesistenza tra fedi diverse.

La dimostrazione di questo è il profilo della città dominato dai minareti delle tre moschee più antiche, quella del Re, degli Scapoli e di Piombo.

moschea nella città vecchia di Berat
piccolo scorcio della città vecchia di Berat

Sulla città svetta il castello di Kala, fortezza Ottomana, al cui interno si trovano i resti di importanti chiese bizantine.

Vista dal castello a Berat
Vista dal castello a Berat

Nelle varie dominazioni di Berat, una delle tappe storiche per Berat fu la conquista ottomana del 1385.

Nel 1396 divenne molto importante, quando la città divenne capitale di una signoria autonoma, il Principato di Berat, anche se qualche anno dopo Berat e le sue dipendenze furono annesse direttamente all’Impero ottomano.

Il Castello (Kalaja) sorge su uno sperone roccioso, domina la città e la valle del fiume Osum, il Mangalem (quartiere sottostante il Castello) è quello che permette di definire Berat città bianca, grazie al colore delle sue case costruite sul pendio a formare quasi delle terrazze con vista sul fiume.

Per ultimo il quartiere Gorica, quest’ultimo sulla sponda sinistra dell’Osum, quello esposto allo spettacolo del tramonto sul fiume e di maggiore sviluppo in termini di ospitalità e turismo negli ultimi anni.

Al momento della nostra visita a Gorica era in piena fase di rifacimento stradale e si stava costruendo un passeggiata lungo il fiume.

Berat: vista di Gorica dall'alto
Berat: vista di Gorica dall’alto

Lo sviluppo di hotel e case vacanze dimostrano come questa zona a breve potrà ancor meglio sviluppare la propria attrattività turistica.

Da attraversare il monumentale Ponte di Gorica, d’epoca ottomana, che unisce i quartieri di Gorica e Mangalem e dal quale si può avere una vista meravigliosa sulla città vecchia.

Una visita di un giorno è il modo migliore per godersi Berat: prima al castello per conoscere la fortezza ottomana e le varie dominazioni, poi il primo pomeriggio nella città vecchia visitando chiese ortodosse e osservandi moschee e minareti, infine al tramonto passeggiando a Gorica, superando il ponte ottomano, godendosi il sole che scende tra le colline vicino al fiume e gli ultimi scorci di luce sulla meravigliosa città bianca.